Sir Perugia: ora è il momento delle riflessioni

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Sir Perugia: ora è il momento delle riflessioni. A far la differenza è sempre la squadra, mai il singolo: la Lube insegna. E nella prossima stagione servirà più cinismo, soprattutto in trasferta…

Partiamo dal presupposto che la sconfitta di ieri sera è tutto fuorchè episodica o figlia della sfortuna: la Lube Civitanova ha senza dubbio meritato il tricolore.

Perchè finire sotto di due set in gara 5 e mostrare una reazione del genere davanti al chiassoso e frastornante pubblico perugino, è già una mezza impresa di per se.

Chiaro che i reali valori della Lube non potevano essere quelli visti in gara 1 e gara 3, dove i cucinieri sono stati schiacciati entrambe le volte per 3-0, ma la Sir, in questa serie di finale scudetto, ha le sue colpe.

A far la differenza è stato forse l’aspetto mentale in primis. La Lube ha mostrato più voglia di vincere e soprattutto maggiore capacità di resilienza di fronte alle difficoltà incontrate.

La Sir Safety Perugia, al contrario, si è forse affidata troppo alla magia del proprio tempio (il PalaBarton) e dei propri tifosi. Dimenticando forse che la pallavolo può giocare talvolta brutti scherzi.

Può capitare per esempio che, dopo una stagione da totale protagonista con Coppa Italia e primo posto in regular season, lo scudetto sfugga proprio all’ultima curva nella maniera più atroce e amara possibile.

Serviva quindi più cinismo e cattiveria sportiva non solo negli ultimi set di gara 5, ma anche e soprattutto nei match in trasferta, dove la Sir spesso ha dato l’idea di non riuscire mai ad entrare in gara.

I ragazzi di Bernardi la scorsa stagione hanno conquistato un tricolore senza vincere una sola partita in esterna nei play-off: tutto vero. Ma era quantomeno difficile che questo si potesse ripetere ancora, anche se i Block Devils ci sono andati davvero vicini.

L’ultima vittoria fuori casa nei play-off risale al quarto di finale con Piacenza della stagione 2016/2017. Anche questo è un dato oggettivo sul quale bisognerà riflettere.

Secondo aspetto: si vince sempre grazie alla SQUADRA, mai attraverso la classe e l’intuizione dei singoli. L’individualità ti permette di conquistare i trofei solo se supportata da un collettivo all’altezza.

La Lube è forse maestra in questo. Il miglior schiacciatore al mondo, Wilfredo Leon, che ha sì fatto vincere tante partite quest’anno ai suoi, di fronte al complesso della Lube, con Leal vero ago della bilancia, si è dovuto arrendere.

E la Sir non può prescindere solo dalla vena realizzativa del cubano o da quella dell’asso serbo Aleksandar Atanasijevic.

Perchè Civitanova, lavorando di squadra con un importante percorso di crescita alle spalle, ha trovato più soluzioni: dalla battuta di Juantorena alla classe di Leal, fino ai muri di Simon e agli ingressi degli esperti Kovar e Stankovic. Senza dimenticare il fondamentale della difesa, dove il libero Balaso durante la stagione ha mostrato un “upgrade” davvero notevole.

Sintetizzando, quando le battute di Leon e Atanasijevic non entrano ed i due non si mantengono sulle percentuali in attacco alle quali ci hanno abituato, Perugia stenta clamorosamente e spesso crolla.

La cosa è già successa in Champions con Kazan. Ricordiamo che i russi sono squadra fortissima ma non più imbattibile come le scorse stagioni (anche loro non sono riusciti a confermarsi campioni di Russia).

Queste sono le riflessioni che deve fare la Sir in vista della prossima stagione. Senza pensare a chissà quali ingressi dal mercato.

Anche perchè i big sono tutti blindati almeno per la prossima stagione. Leon, Podrascanin, Atanasijevic, De Cecco, Colaci, Ricci, Lanza: nessuno dovrebbe lasciare Perugia.

Forse sotto rete e in banda servirà qualche soluzione differente, ma lo staff del patron Sirci si è spesso dimostrato particolarmente capace in sede di campagna acquisti.

Ora rimane l’amarezza (tanta), ma anche la consapevolezza che il prossimo anno si ripartirà tutti dal via con le stesse possibilità di vittoria.

Nicolò Brillo