Serie A, Massimo Righi: “La capienza al 35% non basta, non ha senso far partire il campionato così!”

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Il Presidente della SuperLega Maschile manifesta tutto il suo disappunto per il diniego all’apertura al 100% e invita tutti a firmare la petizione: “Ne va del futuro dello Sport!”

E’ una richiesta quasi accorata quella che Massimo Righi fa attraverso tutti i canali a sua disposizione e che affida anche alla testata VolleyUmbria: “La pallavolo, ma tutto lo sport in genere, ha bisogno di essere ascoltato e aiutato per il suo valore sociale e umano. Le Olimpiadi ce lo hanno ricordato, se mai ce ne fosse stato bisogno. Aiutateci, firmate la petizione per tornare nei palazzetti con green pass e mascherina!”.

A mezzogiorno di ieri è, infatti, scoccata l’ “ora X” e tutte le società di serie A hanno condiviso nei loro profili social la raccolta firme, organizzata di concerto con la Lega Serie A, per chiedere di portare la capienza dei palazzetti al 100%, come succede al chiuso in tante altre situazioni, sportive e non solo. La campagna “COSI’ IL VOLLEY MUORE” è diventata subito virale ed ha iniziato a rimbalzare sulle bacheche di squadre, allenatori, giocatori, semplici appassionati, toccando le 15.500 firme in sole 24h (ragionevole ipotizzare nel weekend il raggiungimento delle 20.000).

Il Cts, il Ministro Speranza e il Sottosegretario allo Sport Vezzali devono ascoltarci. Finora non lo hanno fatto ma devono capire le nostre esigenze. Facciamo fatica a capire le regole perché non c’è uniformità. In certe situazioni è permesso tornare in luoghi chiusi al 100% e in un palazzetto no: perché mai? Nell’ultimo incontro hanno detto che per decidere aspettano di vedere la curve dei contagi dopo la riapertura della scuola: non è accettabile una risposta del genere.

Parla con estremo trasporto il presidente Righi: è molto contrariato per la profonda incertezza che avvolge il futuro della pallavolo italiana e insieme è affranto perché conosce bene le problematiche che le società hanno affrontano, e continuano ogni giorno ad affrontare, da quando è scoppiata l’emergenza per il covid. Fin dall’inizio tutto il settore ha messo al primo posto la sicurezza e la tutela della salute, ma è ormai la terza stagione ad essere condizionata dalla pandemia e nessuna realtà può permettersi un altro anno senza pubblico.

Va riconosciuto alle istituzioni che è stato fatto un passo in avanti, portando il limite della capienza dal 25% al 35%, – continua il numero uno della Lega – facendo così cadere il rapporto 1:2 che sembrava ormai “intoccabile”. Non si comprende, però, perché, nonostante il procedere della campagna vaccinale e con l’introduzione del green pass, non si possa tornare ad una partecipazione “normale” all’interno dei palazzetti. Ovviamente garantendo sempre il rispetto dei protocolli e dei controlli per una assoluta sicurezza.

Il dialogo con i vari organismi, assicura il Presidente, non si fermerà e aggiunge:

Dobbiamo cercare di fare il possibile, ed anche l’impossibile se necessario, per cercare di difendere l’enorme ricchezza umana e sociale dello sport di base. Qui non è in pericolo solo la Serie A, ma a cascata tutto il mondo legato a questa disciplina. E soprattutto ricordiamoci bene: sono in pericolo migliaia di posti di lavoro. Le ricadute economiche e sociali non possono sfuggire a chi ha il compito di governare la cosa pubblica. Se le condizioni rimangono queste, forse potremmo essere costretti a prendere in considerazione la possibilità di non far partire il campionato… che senso ha giocare così?

Arianna Boco