Palazzetti di nuovo al 35%: la scure del Governo su società e pubblico

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Il Comitato 4.0:
 

Il Comitato 4.0: “Irritati e arrabbiati, servono immediate misure economiche”

Sembrava tropo bello per essere vero e, invece, come in tutte le storie più intricate è arrivato il colpo di scena. Tornano a salire i contagi – sfiorata quota 150.000 nell’ultimo giorno dell’anno – e si abbassa nuovamente la capienza del pubblico nei palazzetti fino al 35%.

Dopo una partenza incerta, la percentuale si era assestata al 60%, portata addirittura al 75% per il weekend della Del Monte Supercoppa del 23-24 ottobre a Civitanova, tanto che le società avevano riaperto la campagna abbonamenti per vendere i titoli dei posti aggiuntivi.

Ma il Consiglio dei Ministri tenutosi il 29 dicembre è tornato sui suoi passi e ha rimesso tutto in discussione, riportando dal 6 gennaio la capienza al 35% e confermando la norma che prevede, a partire dal 10 gennaio, l’ingresso solo con il Super Green Pass (ovvero dopo aver effettuato il ciclo vaccinale completo o essere guariti dal Covid-19 da meno di sei mesi).

Altra misura, già in vigore e confermata, è l’utilizzo esclusivo della mascherina FPP2 per l’accesso agli impianti.

Per le società di pallavolo che, nonostante l’aumento del pubblico concesso, già stavano “soffrendo” per i minori incassi, si presenterà un nuovo problema non di poco conto: tra gli appassionati di volley, infatti, qualcuno si vedrà nuovamente negata la possibilità di poter assistere alle partite semplicemente per la casualità del seggiolino assegnato, in funzione dell’ormai nota “legge del distanziamento sociale”, a fronte però del regolare acquisto di un abbonamento.

Le società si troveranno, quindi, a dover gestire tutti i malumori della selezione, oltre alla beffa di un eventuale rimborso. E tutto ciò mentre gli altri eventi non sportivi al chiuso continueranno a svolgersi con il pubblico al 100%.

Il mondo della pallavolo, sportivamente, si avvia ad accettare le nuove disposizioni governative, seppur con tanti dubbi e giustificata rabbia; e si affida, attraverso il comunicato diffuso dal Comitato 4.0 (costituito dai Presidenti di Lega Pro di calcio, Francesco Ghirelli, di Lega Basket Serie A, Umberto Gandini, di Lega Pallavolo Serie A Maschile, Massimo Righi, e di Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris) al buon senso del Presidente Draghi e di tutto il mondo politico affinché venga rivista la decisione e siano previsti aiuti per un settore che riveste una notevole importanza sotto molteplici aspetti.

Di seguito il comunicato diffuso dal Comitato 4.0:

“Il Comitato 4.0, alla luce delle misure prese dal governo Draghi sulle misure di riduzione (i palazzetti al 35% e gli stadi al 50%) della capienza per gli spettatori, ribadisce la scelta che la salvaguardia della salute è il bene fondamentale nel nostro Paese. Da qui la scelta deve avere una conseguenza logica e coerente: andare verso l’obbligatorietà delle vaccinazioni. Sciocco e miope è chi afferma che sarebbe un diritto democratico garantire la non vaccinazione. Chi non si vaccina può farlo ma non può nuocere alla salute e alla libertà degli altri. Per gli atleti, in particolare gli atleti di alto profilo, non può essere consentita alcuna deroga.

La restrizione degli accessi ai palazzetti e agli stadi ha un riflesso negativo evidentissimo: i club che da due anni vivono una condizione di difficoltà finanziaria gravissima per gli effetti negativi causati dalla pandemia rischiano il tracollo perché da un lato vedranno ridursi gli incassi da botteghino – questa situazione sarà aggravata dal fatto che gli sponsor sottoscriveranno contratti in numero inferiore e con importi ridotti – e dall’altro i club vedranno aumentare le spese per le misure di salvaguardia della salute con i relativi aumentati controlli sanitari.

Dal che si evidenzia, oggi, l’assurdità del mancato rifinanziamento della misura del credito di imposta sulle sponsorizzazioni. Il governo, anche in previsione, delle misure restrittive negli accessi degli spettatori, avrebbe dovuto capire l’inderogabilità del rifinanziamento della misura.

Vi è da fare, a questo punto, una riflessione su questi due anni che abbiamo alle spalle e che solleviamo con forza al governo.

Pallavolo, basket, calcio nella pandemia e anche ora hanno seguitato a disputare partite assicurando ai propri tesserati il reddito e consentendo agli italiani momenti di svago. Mentre ciò avveniva con notevoli riflessi negativi sulle finanze dei club, finanze che vengono assicurate da imprenditori privati che lo fanno a costo di sacrifici elevatissimi, agli stessi club non solo non venivano riconosciuti i giusti ristori ma gli stessi sono stati penalizzati rispetto ad analoghe attività produttive che, durante la pandemia, hanno chiuso le loro attività. I club sportivi hanno pagato due volte, meno incassi, meno sponsor e, per assurdo, meno ristori perché proseguivano le attività.

Ora, basta! Siamo irritati ed arrabbiati. Abbiamo necessità, ora e non domani, del rifinanziamento della misura relativa al credito di imposta, la diminuzione delle capienze nei palazzetti e negli stadi rende l’intervento urgentissimo ad horas; abbiamo necessità di una misura che assicuri ristori, lo diciamo senza remore perché il tracollo è vicino, a fondo perduto per evidente e pesante contrazione dei ricavi e a ciò si sono sommati i costi dovuti al fatto che le attività sono state mantenute aperte; delle rateizzazione dei rimborsi fiscali e contributivi in modo che lo Stato recuperi quanto dovuto e i club possano farlo, se ciò non si verificasse i club rischiano il fallimento e lo Stato perderà quanto a lui dovuto e avrà meno posti di lavoro.

Infine, ma non di minore importanza, è l’assurda storia sui ristori per “i tamponi” e le spese sanitarie. Ad oggi, nulla ancora è arrivato nelle casse dei club. Su questa vicenda va posto il termine fine, va avanti da mesi: si proceda mandando quanto dovuto ai club, subito! Chiediamo al Presidente Draghi che il governo ci riceva, insieme alle nostre rispettive Federazioni e alle altre discipline sportive. Lo preghiamo di prestare attenzione al lavoro solerte del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali.”

Arianna Boco