
Sir Susa Scai Perugia – Gas Sales Bluenergy Piacenza, le voci dal campo a fine partita: l’mvp Solè, coach Lorenzetti, capitan Giannelli, il libero Gaggini e Dante Boninfante
Un totale di 4590 spettatori per il match di domenica 12 aprile al PalaBarton Energy, dove la Sir Susa Scai Perugia ha vinto in tre set sulla Gas Sales Bluenergy Piacenza, guadagnando la finale di scudetto di campionato SuperLega Credem Banca. Una finale che si disputerà (sempre con formula tre su cinque) contro chi uscirà vittoriosa tra Cucine Lube Civitanova e Rana Verona, che al momento sono 2-1.
Al palasport perugino una partita di alto livello con la squadra di coach Boninfante che ha spinto al massimo, avanzando spesso a fasi alterne, ma senza riuscire a contrastare la voglia di vincere dei bianconeri. Tra gli ospiti si è sentita la mancanza di Mandiraci, entrato per pochissimi passaggi, per un problema alla spalla, fattore che probabilmente ha influito sul gioco in campo. A tornare in gara, per la Sir, è stato invece un Sebastian Solè pieno di grinta, che con 11 punti, 4 muri e un 88% in attacco, è l’mvp di serata.
VOCI DAL CAMPO A FINE PARTITA
«Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo punto e stasera abbiamo giocato bene», le parole del centrale argentino Solè, felice di portare Perugia alla finale scudetto, che è tornato, per l’occasione, nonostante alcuni infortuni, a giocare titolare dal primo minuto. Sul primo set, con Perugia in rimonta (da 21-24 a 27-25): «Quando la squadra lavora con uno stesso obiettivo ed è coesa accadono queste cose. Penso sia stato il momento che ci ha dato la fiducia necessaria per andare avanti nella partita».
Una chiusura in tre gare, dunque, per la Sir Susa Scai Perugia. Una serie, come spiega coach Lorenzetti, «caratterizzata dall’assenza di un giocatore molto importante», anche se non possiamo sapere se la presenza di Mandiraci avrebbe portato Piacenza alla vittoria. «Questa partita, dal mio punto di vista, è stata molto bella, perché loro hanno spesso un alto livello di battuta, sono i migliori di queste tre partite, con meno errori. E le battute entrate nelle zone di conflitto erano insidiose. Noi siamo andati un po’ in sofferenza, anche con un po’ di difetto di tecnica, I ragazzi sono stati presenti e hanno utilizzato al meglio le poche occasioni che hanno avuto per rimontare. Di questa presenza costante sono contento, soprattutto perché non c’è stato mai allarmismo in tutta la serie. C’è stata attenzione al gioco. Adesso siamo in finale e spero che si continui con questo stile, poi dopo si può vincere, si può perdere. Quando sono arrivato alla Sir ho detto che Perugia sarebbe dovuta essere una cacciatrice di finali e penso che i ragazzi in questi tre anni l’abbiano fatto abbastanza. Sono fiero, orgoglioso e grato».
Ora il coach bianconero, in vista della finale di scudetto, ma anche della Champions League, dovrà organizzare un programma coerente tra ritmo e caratteristiche dei giocatori, trovando l’intensità giusta, ma anche «guardando avanti con apertura. Questa finale la volevamo dallo scorso anno e penso che ragazzi lo abbiano dimostrato tutto l’anno».
«Sono molto contento perché siamo stati consistenti anche nel primo set, dove eravamo andati un po’ difficoltà all’inizio – così capitan Giannelli – Sono contento di quello che abbiamo fatto perché siamo entrati in campo e abbiamo sempre giocato al massimo; ovviamente mi dispiace molto per la sfortuna che ha avuto Piacenza in queste gare, con Mandiraci fuori per tutte le partite e poi anche Galassi: sono giocatori importanti per loro. Noi naturalmente volevamo giocare e abbiamo fatto “il nostro” senza guardare in faccia a nessuno. Spero che possano recuperare tutti e mi dispiace per chi non è stato in campo perché avrebbe potuto indirizzare la partita in maniera diversa. Faccio loro un grosso in bocca al lupo per rientrare con tanta salute per la finale di Cev Cup, che è un trofeo importante e spero possano portare in alto i colori dell’Italia».
Un risultato frutto di un grande lavoro che è poi, come spiega il libero Marco Gaggini, entrato a sostituire Colaci, «uno degli obiettivi che ci eravamo posti. Ora ci alleneremo e daremo tutto quello che possiamo. Abbiamo una piccola sosta, come mai prima, che consente di allenarci e di prepararci in vista della finale di scudetto». Su gara 3 e Piacenza: «Hanno giocato molto bene e nel primo set ci hanno messo in difficoltà. Noi siamo stati bravi a lavorare sulle nostre imperfezioni e a prendere quei break per portare a casa il set».
Due settimane per prepararsi alla finale contro una tra Civitanova e Verona, «altra semifinale molto combattuta. Si vede in ogni partita la tensione in campo. C’è tanto agonismo, quindi non si può prevedere chi passerà. Hanno entrambe delle eccellenze importanti in battuta, come la battuta, ma anche l’attacco, e noi ci prepareremo come possiamo in queste due settimane che, per noi, sono d’oro».
«Non ho nulla da recriminare ai ragazzi, anche se qualche cosa lo abbiamo lasciato nel primo set ma, ripeto, abbiamo affrontato una grande squadra che in questo momento ha un qualcosa più di noi – la voce di coach Boninfante – C’è rammarico per aver chiuso il campionato dopo una serie di Quarti d Finale giocata alla grande ma siamo anche orgogliosi del percorso fatto in questa stagione. E adesso, dopo aver smaltito la delusione per aver chiuso qui il nostro campionato, pensiamo alla finale di Coppa Cev, ci restano due partite per chiudere la stagione e le vogliamo giocare alla grande».
Francesca Cecchini



































