Piacentini: “La mia squadra non molla mai”

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Il tecnico della Sir Its Umbria Academy Perugia in esclusiva per VolleyUmbria.it

   

Dopo la gara disputata ieri contro la capolista Tuscania, terminata con la vittoria dei laziali in tre set, VolleyUmbria ha incontrato in esclusiva l’allenatore della Sir Its Umbria Academy Perugia, Andrea Piacentini, per fare il punto sulla stagione dei block-devils.

Un campionato complesso, segnato da infortuni pesanti ma anche da scelte coraggiose e dalla crescita di tanti giovani. Il tecnico bianconero racconta il percorso della squadra, le difficoltà affrontate e le prospettive per il finale di stagione.

Coach Piacentini, sabato è arrivata la sconfitta contro la capolista Tuscania. Che partita è stata?

Tuscania è una squadra costruita per stare davanti e lo sta dimostrando. Noi arrivavamo alla partita con alcune difficoltà, soprattutto per le assenze e per il momento di transizione che stiamo vivendo. Non era semplice affrontare una squadra così organizzata e fisica.

Detto questo, per noi queste partite servono anche per crescere. Abbiamo tanti ragazzi giovani e confrontarsi con squadre di questo livello è comunque un passaggio importante nel loro percorso.

La vostra stagione è stata segnata fin dall’inizio da imprevisti importanti. Cosa è successo nei primi mesi?

È stato un avvio complicato. Io avevo costruito la squadra attorno a Dionigi, che doveva essere il nostro punto di riferimento, ma a settembre si è rotto il crociato. È stato un colpo durissimo perché il progetto tecnico partiva da lui.

Nonostante questo lui è rimasto sempre dentro la squadra. Anche durante la riabilitazione l’ho voluto vicino al gruppo: lo facevo stare in panchina con noi, mi aiutava a leggere il muro avversario, a lanciare palloni in allenamento. In pratica è stato come avere un terzo allenatore. Era importante che restasse coinvolto e lui ha risposto da grande professionista.

Dopo un inizio difficile però la squadra ha cambiato marcia.

Sì, dopo cinque sconfitte iniziali ho deciso di cambiare qualcosa. Avevamo una panchina molto giovane e quindi ho scelto una soluzione diversa: giocare con due opposti.

In questo senso è stato fondamentale Pellicori, che si è messo completamente a disposizione della squadra accettando di cambiare ruolo, passando a giocare da opposto a schiacciatore. Non è una cosa scontata, perché parliamo di un giocatore che secondo me potrebbe tranquillamente stare anche in un contesto di A2.

Questo però è il valore del gruppo: capire che bisogna essere utili alla squadra prima di pensare a se stessi. Da lì è arrivata una svolta e abbiamo vinto cinque partite consecutive.

Poi però è arrivato un altro infortunio pesante.

Sì, purtroppo. Nella partita con Civita stavamo giocando molto bene. Avevamo perso il primo set 29-27 e nel secondo eravamo avanti 8-2 quando il nostro capitano e palleggiatore Tommy Grassi ha riportato la rottura del tendine d’Achille.

È stato un momento difficile anche dal punto di vista emotivo. Grassi è il giocatore più esperto, oltre a essere un nostro allenatore del settore giovanile. Una persona splendida, molto importante per il gruppo. L’operazione è andata bene e ora inizierà il percorso di recupero, ma chiaramente per noi è stata una perdita significativa.

A quel punto avete dovuto puntare su un giovanissimo.

Esatto. È entrato Mattia Cassieri, classe 2007. Parliamo di un ragazzo molto giovane ma con grande personalità. Non era facile entrare in quel contesto, soprattutto sapendo dell’infortunio di Grassi durante la partita.

Io però ho grande fiducia in lui. Durante tutta la stagione si è sempre allenato con serietà, ha sempre tirato la carretta senza mai lamentarsi del ruolo. Umanamente è un ragazzo molto maturo per la sua età.

Con Cassieri in regia cambia qualcosa nel vostro modo di giocare?

Sicuramente sì. Quando hai un palleggiatore così giovane devi adattare alcune cose. Anche in settimana abbiamo iniziato a lavorare in modo un po’ diverso.

Alle sue spalle abbiamo promosso anche Davide Canalicchio, classe 2009, come secondo palleggiatore. Sono entrambi ragazzi di grande prospettiva.

Qual è ora l’obiettivo della Sir Its Umbria Academy?

L’obiettivo non cambia: provare a stare il più in alto possibile. Anche con Mattia in regia vogliamo continuare a competere e a crescere.

Le mie squadre hanno sempre avuto una caratteristica: non mollano mai. Anche quest’anno vogliamo continuare su questa strada, lavorando ogni settimana per migliorare.

Nonostante le difficoltà, state valorizzando molti giovani.

Sì, ed è una cosa che mi rende molto orgoglioso. In questo campionato stanno trovando spazio tanti ragazzi del nostro vivaio e questo è un segnale importante.

Le squadre che incontriamo spesso ci fanno i complimenti per la pallavolo che esprimiamo e per il coraggio con cui scendiamo in campo. È un girone molto duro, con tanti giocatori che hanno esperienza anche in categorie superiori, ma proprio per questo è bellissimo da giocare.

Quanto conta il lavoro settimanale per tenere alto il livello della squadra?

Conta tantissimo. Questa squadra lavora duramente e con grande umiltà in allenamento. I ragazzi studiano con molta attenzione anche lo studio gara che preparo durante la settimana e devo dire che ne vado molto fiero, perché dimostrano grande serietà e grande rispetto per il lavoro.

Questa è una squadra che mi sorprende spesso in positivo: interpreta gli allenamenti nel modo giusto e non scende mai di livello. È un gruppo che ha una grande cultura del lavoro.

Quanto è importante lo staff nel percorso di questa squadra?

È fondamentale. Costruire uno staff che sappia reggere anche quando il mare è mosso non è affatto semplice. Io sono davvero orgoglioso delle persone che lavorano al mio fianco.

A partire da Marco Ferraro, che è il mio secondo allenatore e preparatore, una figura di grandissimo valore. Poi abbiamo uno staff sanitario di assoluta eccellenza: la fisioterapista Elena Bacchini, la dottoressa Michela Lomurno e i medici della prima squadra, il dottor Auro Caraffa insieme a Marco Pellegrino ed Emanuele Pucci, sempre pronti a supportarci.

E ovviamente non posso non ringraziare anche Fisiosalus, che ci permette di avere sempre un’attenzione e un supporto costante dal punto di vista fisico e sanitario.

Un pensiero finale anche per la società?

Assolutamente sì. Un ringraziamento va ai dirigenti, sempre disponibili, e al nostro Presidente che ci permette di lavorare nelle migliori condizioni possibili.

Questa è una squadra che stiamo costruendo giorno dopo giorno, tutti insieme. Cerchiamo la nostra ciliegina sulla torta, ma è una torta che stiamo impastando insieme, ingrediente dopo ingrediente.

Raffaello Agea