Galetti bacchetta la Piccini: “Ciò che accaduto contro Moie ci serva da lezione”

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Galetti bacchetta la Piccini: “Ciò che accaduto contro Moie ci serva da lezione”. Il libero di San Giustino parla a qualche giorno di distanza dalla deludente prestazione contro le marchigiane

Anche a bocce ferme, viene da domandarsi come la Piccini Paolo spa San Giustino, abituata ai 3-0 casalinghi, abbia dovuto stavolta sudare le classiche sette camicie per piegare in cinque set la Moncaro Moie, ultima in classifica e di fatto già condannata, impiegando due ore di gioco e lasciando (anche clamorosamente) un punto che potrebbe pesare in sede di classifica finale. Avversaria un tantino snobbata, oppure che cosa? L’interrogativo è girato a Nayma Galetti, 28enne libero della formazione di Marco Gobbini.

“Diciamo che nel corso della settimana avevamo un tantino abbassato la guardia – dichiara la Galetti – e abbiamo così affrontato con sufficienza una squadra che invece difendeva molto”.

È anche vero, però, che dopo il secondo set, vinto dalle marchigiane, avevate capito che la partita si era fatta più complicata del previsto. Non a caso, il terzo set lo avete vinto per 25-11.

“Quello sì, ma il problema è che il raggiunto pareggio le aveva oramai caricate e quindi hanno preso una fiducia che le ha portate a difendere ogni pallone. Non solo: la Luciani ha sempre colpito in fast, noi non siamo state capaci di prenderle le misure e ha messo giù punti importanti nei momenti cruciali”. In che rapporto stanno i demeriti vostri con il meriti di Moie? “Direi che si bilanciano: 50% da una parte e dall’altra, con i davanti i segni opposti. Di certo, Moie ha azzeccato la partita dell’anno e chi l’avesse vista vista giocare sabato scorso senza conoscere la classifica non avrebbe creduto nell’ultimo posto occupato”.

Un punto in meno che può pregiudicare la qualificazione ai play-off?

“Inizialmente avrei risposto di sì, ma alla luce degli altri risultati mi sono ricreduta e ho concluso che non abbiamo poi perso più di tanto. Se poi stai a rimuginare in continuazione sul latte versato finisci solo con il peggiorare l’umore. Dobbiamo quindi “resettarci” e tornare ancor più rabbiose di prima, imparando a non allentare tensione e concentrazione nemmeno in allenamento, perché è qui che si prepara la partita. Dobbiamo pensare a noi stesse e… basta: concentrarci su una gara per volta ed evitare di regolarci in funzione delle altre squadre e dei loro risultati. La corsa dobbiamo farla su di noi, poi i conti li tireremo alla fine, sperando di non arrivare a rimpiangere amaramente quello dell’ultima gara”.

E allora, sabato prossimo ad Ancona rivedremo la Piccini Paolo spa in versione standard?

“E’ ovvio che anche la Conero stia facendo le sue deduzioni: se Moie ha preso un punto a San Giustino ed è andato vicino alla vittoria, vuol dire che ce la possiamo fare anche noi. Peraltro, giocatrici di esperienza non mancano nemmeno all’Ancona. Spero soltanto – e parlo per noi – che la lezione di sabato scorso ci sia servita”.